Gianni Venturi al Tres Dotes

0 Posted by - 14 maggio 2018 - Festival Tres Dotes, Notizie

 

Gianni Venturi nasce in una casa di musicisti e inizia a scrivere molto presto. I genitori sono ballerini di tango, la madre gitana d’origine.

Involuzione premeditata, la sua opera prima, è del 1986 e ha la prefazione di Roberto Roversi. A seguire, esce un altro libro di poesie: Il sogno della palude, che giunge fino all’università di Seattle grazie a Paolo Valesio.

Krystosè invece il primo romanzo di Venturi. Seppur visionario e poco comprensibile, questa storia rimane tuttora attualissima. Segue il libro di racconti Uomini e Topi (parafrasando Steinbeck) stampato per la casa editrice Nuove Scritture. Nel frattempo, un’antologia svizzera pubblica alcune sue poesie. Nel 2008 esce il romanzo: Laksmi Shiva diario di un’assassina, edito da Altromondo editori.

In contemporanea alla scrittura, porta avanti le altre sue passioni cantando e allestendo performance di poesia sonora sia in Italia che in Europa. Da ragazzino la Fonoprint di Lucio Dalla produce un suo 45 giri. Il disco viene pubblicato sotto lo pseudonimo di René (Marta Collina), dal quale però si è presto distaccato. Sempre per la Fonoprint esce bluSottile, album ben riuscito ma che non riesce a fermare lo scioglimento del gruppo, che avverrà durante la promozione del disco.

È a questo punto che nascono gli Altare Thotemico. Conosciuti più all’estero che in Italia, è in questo gruppo Prog-Jazz-Rock che Gianni sfodera le sue doti di sperimentazione vocale alla Stratos. Questo dono lo porta inoltre in giro per tutta Italia a fare conferenze e seminari sull’uso della voce.

La sua intensa esperienza di musicista è stata arricchita da un periodo non breve in cui ha vissuto per strada, suonando l’armonica, conoscendo persone considerate “strane”, persone di mondi differenti, persone di cui solitamente si è diffidenti.

Ha anche dipinto e scolpito per un certo periodo, esponendo in Italia e all’estero grazie alla galleria Gnaccarini.

Insomma, di Gianni Venturi si può dire che ha lavorato, scritto, suonato, dipinto, recitato ed, infine, vissuto.

 

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