Annalisa Ciampalini – Inframondo

(Cinque poesie, 

per il decennale)

Nadia Scappini
Per Annalisa Ciampalini, in occasione del decennale di Independent Poetry

Se si chiedesse ad Annalisa Ciampalini quali sono gli amori della sua vita – familiari a parte – lei non esiterebbe a rispondere “poesia, musica, natura”. Fin dall’infanzia si è cimentata, infatti, con piccoli teneri testi poetici ai quali affidava pensieri visioni fantasie che frullavano nel suo cuore prima ancora che nella testa. Camminare è per lei essenziale – lo è sempre stato – come il respiro, occasione per liberare i pensieri e le tensioni quotidiane immergendosi nel silenzio e nelle suggestioni che il paesaggio, rinnovandosi ad ogni stagione, sollecita. Così la musica classica – esercitata in prima persona al pianoforte [Chopin e Mozart tra i preferiti], ma anche la musica rock legata, tra gli altri, ai concerti degli U2 o dei Pink Floyd, miti della sua adolescenza, hanno nutrito le sue giornate incoraggiandola a una riflessione sempre più incalzante e matura che sfocerà, a partire dal 2008, nella pubblicazione di alcune sillogi, pubblicate rispettivamente da Ibiskos, da Ladolfi, da Samuele editore e, più recentemente, da Pequod (2022) e da Ilglomerulodisale (2026). I testi proposti per onorare il decennale di Independent poetry, tratti da “Tutte le cose che chiudono gli occhi”, non fanno che confermare le sue passioni primarie, sostanziate da guizzi spiazzanti come “e tutto accade appena fuori di noi”, e da un’attitudine alla visionarietà che connota diversi passaggi. Commoventi, pur nella lucidità dello sguardo, i testi della recentissima plaquette “due” in cui una coppia di anziani che dormono con le teste vicine “con le fronti che combaciano” a colazione si raccontano i sogni “come se fossero piccole storie realmente / accadute”.

Quando lascio il fiume alle spalle
l’aria è limpida e luminosa. Un’aquila
potrebbe raggiungere il sole
se solo restasse non vista.
Alberi chiarissimi si dispongono in filari
fanno archi di luce sopra il fiume.
Cresce il corpo dell’estate
l’alto richiamo del sole
la vita brucia al centro di questa stagione
e tutto accade appena fuori di noi.

(Tutte le cose che chiudono gli occhi- pequod 2022)

 

*
Escono da queste case basse
cercano i sassi levigati del lago
mettono i piedi nell’acqua
pensano alla luce in cui partiranno
al riflesso chiaro che inonda la soglia.
Ma restano a riva
offuscati da una pioggia sottile
in attesa che un destino li raggiunga
e si compia

 

(Tutte le cose che chiudono gli occhi- pequod 2022)

 

*
Anche lui abita nella nostra casa, ma ha un angolo tutto
per sé. Nello spazio in cui dorme e si lava c’è un residuo
di sole, un movimento che si insinua nella disposizione
degli oggetti. All’improvviso ha preso forma un luogo
di passaggio, un punto in cui poli opposti si avvicinano.
Ogni casa ben costruita dovrebbe avere uno spazio così.
Un orientamento rivolto verso un pianeta che sorge,
una stanza dimenticata dove qualcosa cresce.

(Tutte le cose che chiudono gli occhi- pequod 2022)

 

*
è durante la notte, soprattutto,
che vivono assieme.
quel dormire con le teste vicine
con le fronti che combaciano.
a colazione
lui racconta i sogni che ha fatto
ed è come se fossero piccole storie realmente
accadute.
lei ha smesso di fare sogni
così dà luce a quelli di lui
li prolunga, prova a viverci dentro.
sorridendo gli chiede
avanti, raccontami cos’altro hai sognato.
e lui trova sempre qualcosa da dire.

(plaquette due, ilglomerulodisale, 2026)

*
per calmare l’insonnia
penso intensamente di essere qualcuno che amo
e che dorme con amore.
mi immergo in quel torpore
che non è mio
e mi assopisco.
le notti più feconde
sono quelle in cui sento il sonno degli altri
e piante lontanissime
dalle foglie verdi, smisurate,
zucchero e ossigeno.

(plaquette due, ilglomerulodisale, 2026)

Annalisa Ciampalini è nata a Firenze nel 1968 e lavora a Empoli, dove risiede. Ama da sempre la poesia e la matematica, la musica e la natura. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta “L’istante si dilata” con Ibiskos Editrice, nel 2014 la raccolta “L’assenza” edita da Ladolfi Editore. Nel 2018 pubblica “Le distrazioni del viaggio” con Samuele editore, libro tradotto in spagnolo da Antonio Nazzaro. Suoi contributi appaiono su diverse antologie edite da Fara editore. Insieme a Giancarlo Stoccoro ha contribuito al libro Pierino Porcospino e l’analista selvaggio (ADV Publishing House 2016) volume che raccoglie testi di diversi autori.

Nell’aprile 2022 pubblica “Tutte le cose che chiudono gli occhi” (peQuod, collana portosepolto diretta da Luca Pizzolitto)

È redattrice del blog letterario Bottega Portosepolto.