Giorgia Monti – Inframondo

(Poesie, 

per il decennale)

a cura di Giancarlo Sissa

Per Giorgia Monti, in occasione del decennale di Independent Poetry

Ci sono sempre nella poesia di Giorgia Monti una estrema, ma disciplinata, chiarezza riconducibile all’ampio e sapiente uso del cosiddetto “parlato”, e le ipotesi di mistero riconducibili invece alle domande che si pone e ci pone, a esempio, un testo come “La balena”: «Dal ventre scuro della balena piove la pioggia./ E tu?/ Rimango.» dove si potrebbe leggere quel «rimango» come una attestazione di fedeltà a se stessi e, nella fattispecie, alla propria inquieta visionarietà («Dipingo un cielo Magritte nel ventre scuro della balena»). E tuttavia non bastano l’immediato possibile riferimento al Surrealismo pittorico o allo straordinario ritmo affabulatorio di Pinocchio (quello poi era un pescecane!) a render conto delle sfumature d’anima e di stile che interrogano il lettore, poiché anche le possibili risposte, quando si risolvono, nel percorso di scrittura di Giorgia Monti, nella più recente postura affermativa e assertiva («Davanti alla casa di nuovo/ è fiorita l’acacia/ È mia la casa») aprono comunque a un sentimento d’enigma, spesso ironico (o amaramente ironico … si veda, qui sotto, “Nei giardini d’infanzia”) ma anche duramente esistenziale, a sfiorare zone per solito affidate alla metafisica (Arriverò un giorno/ alle pareti fredde/ del Nord (…) Ci arriverò e penserò/ “casa”/ poi più niente»). E questo perché la poesia di Giorgia Monti, senza dubbio una delle più interessanti poetesse italiane in attività, ha saputo nel suo dipanarsi lungo la linea del tempo, dal 2012 almeno a oggi, accudire una “disobbediente” fedeltà al proprio dettato (ci piacciono gli ossimori, è evidente, e una certa idea del gioco) nella misura in cui è venuta muovendosi dalle proprie più intime riflessioni (e constatazioni), spesso esposte con coraggiosa e disarmante chiarezza (si vedano le raccolte “Che razza di mondo” del 2012 e “La balena” del 2020) verso un biografismo più sofferto e meditato, meno esposto forse, ma non meno spiazzante e nel quale l’allure narrativa delle prime prove si è disciplinata nel clima più raccolto di componimenti più brevi e composti in versi di mirabile nitore e precisione espressiva. Ringraziamo Giorgia Monti di avercene donati tre luminosi esempi inediti, qui di seguito in attesa.

Da est a West

ci ho messo un metro e sessantuno di vita,
che vuol dire eterno come la mia circonferenza,
per sapere quello che già sapevo
e la cosa non mi rende poi tanto allegra
da anni convivo con le tue parole
anche se tu mi hai dato per persa
ed era vero
mi hai sempre vista
senza nemmeno dover vedere
e a me faceva un gran bene
e ora mi manchi come manco a me stessa che sono qui
un metro e sessantuno che ci sto
e sembra uno scherzo
ho accomodato un genio alla mia tavola una volta
gli offrii fulmine, fumo, pane, sugo e arrosto
più qualche cosa da bere per andare in scioltezza
fu così, per conoscenza, che mi mostrò la sua lampada
bella, lucida, trasparente e vera che la mia bocca
si colmò subito di desideri e dalle mie labbra piovvero
farfalle e aerei che si spararono in ogni direzione
visto che non ne avevano nessuna
da est a west
attraverso il tropico degli accidenti
oltre il triangolo delle mie mutande
aspirammo il calumet della voglia e ci scambiammo la lingua
non successe niente fra noi
giusto il gusto della sapienza
poi lampada e genio sgasarono via su una jeep d’annata
ed io ho lavato il bicchiere vuoto sotto un’acqua fredda
ho sempre pensato che prima dell’amore ci fosse il sesso
poi i pensieri si confondono e se hai fortuna
tutto diventa una cosa sola, ma anche nessuna cosa
e funziona lo stesso
se mi vedi ancora
c’è un metro e sessantuno di capelli neri
e questa bocca che proprio non ce la fa a starsene zitta
e mi fa un gran bene lasciarla aperta alla sapidità che non è mai troppa
volevo dirti che me l’ha insegnato un genio, alla mia tavola, una volta
eppure, giuro, lo sapevo già da un mucchio di tempo

(da “Che razza di mondo” – Cicorivolta Edizioni 2012)

***

La balena

Il cielo Magritte sparisce nel ventre scuro della balena.
La balena è grande
naviga in cielo
e s’inghiotte le nuvole.
E il cielo Magritte perde colore nel ventre scuro della balena.
Il buio si fa pesto nel ventre scuro della balena.

Dove sei?
Sono sotto al ventre scuro della balena che piange.
Perché piange?
E’ troppo grande.
Naviga in cielo e si nutre di nuvole.
Dove vai?
Nel ventre scuro della balena
dove c’è posto per le mie lacrime.

Chi le vede?
Nessuno.
Chi le sente?
Nessuno.
Chi le ferma?
Nessuno.

Il cielo Magritte scompare nel ventre scuro della balena.

Dove sei?
Nel buio.
Cosa fai?
Cosa fai?
Dipingo un cielo Magritte nel ventre scuro della balena.
Chi lo vede?
Nessuno.
Chi lo vede?
Io lo vedo.

Perché non scendi?
Prova tu a salire.
Ho paura.
Allora lasciami in pace.

Cosa ci fa una balena in cielo?
Piange.
Perché?
Lo fa per me.
Che cosa hai fatto?
Piango.
Chi se ne accorge?
Chi se ne accorge?

Dal ventre scuro della balena piove la pioggia.
E tu?
Rimango.

(Da “La balena – Cicorivolta Edizioni 2020)

 

***

Davanti alla casa di nuovo
è fiorita l’acacia
È mia la casa

È aperta la finestra
sull’acacia
Entra l’aria nella casa

Niente si muove nella casa
Porta un profumo fermo
l’acacia

Io non sono
la casa
(inedito)

 

***
Nei giardini d’infanzia
cadevano i nidi

Qualcuno scagliava
lumache vive sui muri
per il gusto di vederne
sbavare fuori la fine

In effetti il gioco
fu scuola di epiloghi

(inedito)

 

***

Arriverò un giorno
alle pareti fredde
del Nord

Ci arriverò pesante
per dichiarare la perdita
e fare graffi nel pleistocene

Sarà tutto un gran
sentire
come vuole la legge
sovrannaturale

Ci arriverò e penserò
“casa”
poi più niente
(inedito)

Giorgia Monti ha pubblicato: “Che razza di mondo”, Cicorivolta Edizioni 2012; “Tra acqua e acqua” ep a cura di Studio Fuzz Recording 2016; “La balena”, Cicorivolta Edizioni 2020.

Finalista nel 2018 al Premio Claudia Ruggeri a cura di Versante Ripido. Prima classificata al Premio Bologna in Lettere 2019, sezione poesie singole inedite e segnalata nel 2021 per la medesima sezione. Prima classificata al Premio Nazionale Terra di Virgilio 2020, sezione “Vita di scienza e d’arte”, riceve menzione speciale nel 2021. Segnalata al Premio Nazionale Gianmario Lucini 2025 per le sezioni raccolta inedita e poesie inedite e finalista nello stesso anno al premio nazionale editoriale “Arcipelago Itaca” sezione silloge inedita.

Sue poesie compaiono in antologie, blog e riviste anche tradotte in inglese, rumeno e spagnolo. Insieme a Serena Piccoli è stata ideatrice e direttrice del Festival Internazionale di Poesia e Arti Sorelle e curatrice della rubrica di poesia contemporanea “Verso l’Italia” sulla rivista di cultura rumena “Tribuna”. Nel 2021 entra nella redazione di Versante Ripido, collaborando alle attività dell’associazione.