54. Giovanna Rosadini Biblioteca Manfrediana

0 Posted by - 27 Maggio 2019 - Notizie

Foto di Dino Ignani

54esimo appuntamento POETRY 31 maggio 2019 ore 18.00

Giovanna Rosadini- Biblioteca Manfrediana

 

Venerdì 31 maggioalle ore 18.00, presso la Biblioteca Manfrediana, Sala Dante, Monica Guerra e Michele Donati dialogheranno con l’autrice Giovanna Rosadini.
L’appuntamento, in cui sarà presentato Fioriture Capovolte(Einaudi, 2018), sarà l’ultimo della stagione 2018-2019 prima della pausa estiva.
L’autrice è già nota al pubblico romagnolo anche grazie alla sua presenza alla Prima Edizione (anno 2018) del Festival di Poesia Tres Dotes organizzato a Tredozio dall’Associazione Independent Poetry e da Samuele Editore.
Accompagnerà la serata al violoncello il Maestro Denis Burioli, per la Scuola di Musica Sarti.

Entrata gratuita fino a esaurimento posti.
Gli appuntamenti POETRY ricominceranno a ottobre.

Biografia:
Nata a Genova nel 1963, si è laureata in Lingue e Letterature Orientali all’Università di Ca’ Foscari, a Venezia. Ha lavorato per la casa editrice Einaudi, come redattrice ed editor di poesia, fino al 2004, anno in cui è uscito, per lo stesso editore, Clinica dell’abbandono di Alda Merini, da lei curato. Ha pubblicato la raccolta Il sistema limbico per le Edizioni di Atelier nel 2008, e altri testi poetici in riviste e antologie collettive. Nel 2010 è uscito Unità di risveglio, per la Collezione di Poesia Einaudi. Per lo stesso editore ha curato Nuovi poeti italiani 6, antologia di voci poetiche femminili che ha suscitato un vivace dibattito e una larga eco, uscita nel 2012. La sua terza raccolta poetica, il numero completo dei giorni, è stata pubblicata da Nino Aragno editore nel 2014. A maggio 2018 è uscita la sua nuova raccolta, Fioriture capovolte, ancora per Einaudi editore. Vive e lavora a Milano.

 

Infanzia

I.

Un tempo la vita era larga e non si sottraeva,
nella città luminosa, spolverata dall’aria leggera –
viva del mare sospeso nell’intaglio del golfo,
scampoli di blu tramati ad ogni scorcio

E le strade prendevano per mano, portavano
lontano – l’approdo era sicuro, la nonna il parco
il Lido, mai un muro, le cose avevano
un nome solo, nessun agguato ci attendeva al varco…

 

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