Francesca Tuscano – tre minuti per DANTE

La poesia di Dante e il senso del suo messaggio a settecento anni dalla morte. Dante come maestro contemporaneo: cosa nasce dall’incontro fra i poeti di oggi e la Commedia?

La scelta delle terzine a cui sono collegate le poesie e il video è stata effettuata dagli autori. 

 

 

Inferno, Canto XVII – versi 7-15

E quella sozza imagine di froda
sen venne, e arrivò la testa e ‘l busto,
ma ‘n su la riva non trasse la coda.

La faccia sua era faccia d’uom giusto,
tanto benigna avea di fuor la pelle,
e d’un serpente tutto l’altro fusto;

due branche avea pilose insin l’ascelle;
lo dosso e ‘l petto e ambedue le coste
dipinti avea di nodi e di rotelle.

 

Gerione

Le illusioni sono terre di mostri. Quelli antichi, con la faccia di uomo.
Per questo amiamo la frode, che ci porta dove s’apre il gran salto,
e si ferma, lasciandoci vivi, dove neanche morire è più grazia.

Con le mani mi indico il vuoto che ci ha generati
e che infine ci avrà, alla fine del volo. Ma negli occhi ho la luna,
dove giacciono i mostri più belli, quelli che lasciammo fuggire.

 

Inferno, canto XIII – versi 31-39

Allor porsi la mano un poco avante
e colsi un ramicel da un gran pruno:
e ‘l tronco suo gridò: “Perché mi schiante?”.

Da che fatto fu poi di sangue bruno,
ricominciò a dir: “Perché mi scerpi?
Non hai tu spirto di pietade alcuno?

Uomini fummo, e or siam fatti sterpi:
ben dovrebb’esser la tua man più pia,
se state fossimo anime  di serpi”.

 

Dolenti

Nel taglio dell’albero ho nascosto il dolore.
Ho pensato che così non l’avrei perso mai.
E ho pianto, finché l’infinito non si è fatto
inutile ombra lontana, e ricordo di me.

Poi, ho guardato all’insana ferita che del volto
non aveva che la cruda corteccia scalfita.
E ho capito che il pianto è insensato come
l’ultimo amore di chi morde il tramonto.

 

video a cura di Giacomo Phonborin Brunacci, lettura dell’autrice.