Luca Ariano

Luca Ariano
POETRY al MEI 

 

 

da: Contratto a termine, (Qudu, 2018)
Trent’anni dopo
 
L’hai chiamata in quelle torride
sere la pioggia
ed ora è arrivata a scrosciare
sulle strade allagando cantine.
Ti hanno ritrovato quei capelli di lago
sorsi di sorrisi da versare
sulla tazza di petto:
sono tutte belle le donne,
e lo dici – appoggiato
ad una colonna pavese –
deglutendo boccate di fumo
o cavando dal fango ruote impantanate
in un’avida camporella.
Si squaglia il mascara sull’autostrada
e il tuo pezzo di cartone
è ormai buono solo come carta da bagno,
volto da emigrante del ventunesimo secolo.
Trent’anni dopo non puoi non pensare
a quel cuore scoppiato, spappolato fegato
nella cassa schiacciata,
negli istanti fracassati del corsaro
all’Idroscalo di Ostia:
le parole non erano ancora profezie
solo per i ciechi
ogni giorno muore un poeta.
 


***
 
 
                                                “Forsi l’è stâ cume se trèma insèm,
                                                  inscí, sensa savèl, cume Diu vör…”
 
                                                                                         Franco Loi
 
 inedito

 

Sarà stata la fine degli Anni Novanta,
lo spavento  per il nuovo millennio…
l’Università e neopatentati sulla Lorenteggio.
Ridendo: «Sei come Foscolo con Parini!»
Quel viale pareva smisurato
e le parole del poeta per voi un oracolo.
Oggi lo ascolti nel suo sorriso,
l’abbraccio di un secolo.
Avete ancora le stesse speranze di ritornare lì:
allora qualcosa da raccontare ai genitori…
a chi lo dirai?
Prima o poi ti aspetterà per ascoltare
le tue storie o forse solo per un bacio.
Non pensavate al suono di sirene,
strade sbarrate in una guerra mai preparata.
«Quando pioverà?» Si sciolgono ghiacciai…
nuovi batteri e quel vento un alito di paura
prima di correre da lei,
chino sul lettino come fosse l’ultimo referto.
 


 

 foto: gruppo fotografia Aula 21