J. Michael Yates

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Importante autore con molti premi letterari significativi, tra i quali the Major Hopwood Awards, il Lifetime Achievement Award in the Arts and Sciences dell’Università del Missouri, The Look of Books (for Volvox: Poetry from the Unofficial Languages of Canada in English Translation), The Olympic Arts Award for Schedules of Silence.

Ha scritto principalmente poesia, ma è stato pluripremiato anche per i suoi lavori in prosa e per il teatro.

Morto nel 2019 a Vancouver, lascia una lunga serie di raccolte poetiche da ristudiare con cura.

 

Le poesie sono scelte dai libri scritti nel suo periodo più potente e visionario al centro degli anni settanta dello scorso secolo:

  • The Great Bear Lake Meditations – 1971
  • Nothing Speaks for the Blue Moraines – 1973
  • Breath of the Snow Leopard – 1974

 

WHEN WOLVES

When wolves,
When black-burnished wolves
With their moon-green eyes,
Turn suspicious of stupid prey,
Wolves turn their icy eyes upon themselves.
All autumn
I watched the heavy bulls, single, slow,
Rise along the blue peaks toward snow,
Then descend into the storm-centers
Of their merest blood.
My mind turned
As the moose turned,
Fur, feathers,
Weather,
And the leaves.
Beneath the pale-green
Snake-fire that strikes and straightens
Across the wide winter night,
My eyes turn to yours, my eyes,
Your moon-coloured eyes

 

QUANDO I LUPI

Quando i lupi
Quando i lupi di nero brunito
Dagli occhi di luna verdi
Si volgono attenti verso la preda incauta
I lupi rivolgono gli occhi verso l’interno.
L’intero autunno
Ho guardato i pesanti tori solitari lenti
Alzarsi lungo i picchi bluastri verso la neve
Poi scendere nel centro turbolento
del loro denso sangue.
La mia mente si volge
Come si volge l’alce
Pelo, piume
Tempo
E le foglie.
Sotto il pallido fuoco
Verde di serpente che colpisce e si raddrizza
Attraverso l’ampia notte d’inverno,
I miei occhi si volgono ai tuoi, i miei occhi
I tuoi occhi tinti di luna

 

THIRTEEN

When the blind bulls of light
Craze down the valley wall,
Divide the half-darkness into wedges.
Small lives begin inside the transparent hedges;
There has been no noise at all.
Electricity falters between wrong and right.
Who has never seen the silver eyes
Between the moving lids of fern
Has been spared.
More than one has dared
Look but dared never learn;
Never question how a night sky dies.
Rose evening tangled in the velvet horns,
A stag rises through the dust-dark hay.
The last of the parachutes come collapsing down.
Nothing further escapes the black ground.
An end was visible, there was no way;
Space surged in where time was torn.
Darkness, too, was a sieve –
Gray, gray as the other part:
The powerline is broken.
Light goes token
As language against the dark
Between past and future. Nothing gives.

 

TREDICI

Quando i tori di luce ciechi
Strappano la parete della valle,
Separano il semibuio in cunei.
Piccole vite nascono nelle siepi traslucide,
Senza che ci sia suono alcuno.
L’elettricità vacilla tra il giusto e l’errato.
Chi non ha visto gli occhi d’argento
Tra i fianchi ondeggianti della felce
È stato risparmiato.
Più d’uno ha osato guardare
Ma ha osato non apprendere;
Senza domandare come muoia la notte,
Sera di rosa impigliata tra corna di velluto,
Un cervo s’alza nel fieno fosco di polvere.
L’ultimo paracadute è crollato a terra.
Niente altro sfugge alla terra buia.
La fine era visibile, non c’era scampo,
Lo spazio sorgeva nello strappo del tempo.
Anche il buio era un setaccio –
Grigio grigio come l’altra parte
La corrente è interrotta.
La luce è una pedina
Come la lingua nel buio
Tra il passato e il futuro. Niente la può rendere.

 

 

DEATH THE SECOND
Blackie Canada

 

3

Learn your own water. A lake or a river.
One water is enough. You can have a bay,
A cove is better. No man can handle
A sea.

 

All the now and future Aprils she will say:
Time to time you need a fresh misrepresentation
Of yourself. There is probably nothing to say.
Ancient words which mean in deep roots
Of trees long since fallen: silence
Returns to silence through sound.
I desire, sometimes, a woman between me
And the sharp stone geography of light:
In first color, objects collide into my eyes.
Think nothing in a land not land and not water.
In your vocabulary of flowers and fishes, say I was
A man stumbling through a crowd shouting his own name.

 

DEATH THE SECOND
Blackie Canada

 

3

Apprendi la tua acqua. Un lago o un fiume.
Un’acqua sola basta. Puoi avere una baia.
Una cala è meglio. Nessuno può
Gestirsi un mare.

 

E in questo e nei futuri aprili lei dirà:
Di volta in volta ti serve un nuovo travisarti. Niente altro da dire.
Parole antiche che dicono in radici profonde
D’alberi caduti da tempo: il silenzio
Volge al silenzio attraverso il suono.
Desidero a volte una donna tra di me
E la acuminata geografia di pietra della luce:
Dapprima il colore, gli oggetti si schiantano negli occhi.
Non pensare a nulla in una terra non terra e non acqua.
Nel tuo vocabolario di fiori e pesci, di’
Che ero un uomo traballante nella folla che gridava il proprio nome.