Michele Paoletti

Michele Paoletti
Tres Dotes 2019

 

poesie dalla raccolta inedita Foglie altrove 
 
 
Ho sciolto un po’ di sangue dentro il tuo
e sentivo risuonare la voce di Domenica
mentre rammendava le calze
con l’orecchio teso oltre la porta,
le dita di Graziano affaccendate,
Margherita dai capelli intrecciati,
padri vedove madri figli di secondo letto,
Anita e Luigi e Margherita ancora.
Poi nomi conosciuti solo dalla pietra
e dalle strade livide di una città di mare
nomi pronunciati da altri nomi,
affogati nel grigio delle foto.
Ti affido anche il nome di mio padre
perché non riesco a pronunciarlo
senza sentire tutto il mare addosso.
E nella tua voce questo coro si spande,
una luce che non dice dove andare
ma benedice il nostro stare fermi
nel tempo a braccia tese
a chiederne ancora.
 
 
Promessa
 
I.
 
Ti ho portato al mare
per ricucire una promessa
            la spola delle onde contro
            la scogliera chiara, l’estate
            che scottava la mia pelle bambina.
Qui si torna all’origine
nel buio rivoltato della terra,
i nomi sono suoni tra la schiuma
            l’infanzia scivola tra l’intreccio delle mani
precipita nell’acqua, senza traccia.
 
II.
 
Tu sei la traccia, il contorno
di una gioia ripetuta,
l’onda incessante sulla stessa pietra.
            Quell’onda smemorata, buia onda
            che raccoglie la luce e la sparpaglia.
 
III.
 
Pochi bambini sulla spiaggia,
gabbiani randagi che rivoltano le alghe
come se cercassero un ricordo.
Tutto è cambiato,
non c’è neppure il palo per le biciclette.
            Anche le pietre non sono più le stesse
spaccate da un taglio verticale
mostrano la polpa polverosa,
il fallimento del tempo e delle cose.
 
IV.
 
Falliremo anche noi ma per adesso
tieni stretta questa promessa d’acqua.
Il mare sa dove tornano le cose,
conosce il linguaggio delle rocce.
            Tutte le voci sott’acqua si assomigliano
non serve un esercizio di fiducia
basta tendere l’orecchio
e sentirai un’eco orizzontale.
Tutti i nomi. Promesse mantenute.
 

 

foto di Virginia Morini, al Tres Dotes 2019.