Sia manifesta la tua voce – Poesia persiana

FORME DI RESISTENZA NELLA POESIA PERSIANA

Collana Territori

(Argolibri, 

2025)

A cura di Rossella Renzi, Claudia Valsania
Opere di Leila Rahimian

 

 

NINA SADEGHI

جرعت عشق

در دوردست ها
,زاییده شدم
,در جسم یک واژه
,نه زنده و نه مرده
در میان لاشه ها ی سراب
.برای تحمل وزن خود

آموختم که
در مسیر اعماق
.بین من و تو هم یأس بود و هم رضایت

در اشک فرو ریختم
چون بین من و تو
جسارتی متناقض
.مرزها را تقسیم کرده بود
امیدی نبود
از آویختن به حقیقت
.و تمام معنای بوسه در تناقض افتاد

نگاهت
,شعر را از من دور کرد
.آن چیزی نبود که میخواستم

اما زیبایی شاعرانهٔ دو بدن را
که در آستانهٔ پرتگاه عشق
عفت نوستالژیک و
و تعلق به ابدیت را
!از بوسه می پوشاندند

Il coraggio

Nella lontananza
sono nata,
nel corpo di una parola sola,
né viva né morta,
tra i cadaveri dei miraggi,
per sostenere il loro peso.

Ho imparato che
sulla strada dell’abisso
tra te e me c’era disperazione e appagamento.

Sono collassata nella lacrima,
poiché tra te e me
l’audacia del paradosso aveva diviso la frontiera.

Non c’era speranza
di ancoraggio alla verità
e tutto il senso del bacio
cadeva in contraddizione.

Il tuo sguardo
mi denudava della mia poesia,
non era quello che volevo,

ma la bellezza poetica di due corpi
che sulla soglia dell’abisso amoroso
vestivano di baci il pudore nostalgico
della loro appartenenza
all’eternità.

(traduzione dell’autrice)

*

AZAM BAHRAMI

چرا این رودخانه ی روزهای دور در تو چنین غمگین جریان دارد
این کودک اویزان به پستانهای خشکت
آن مشک در سایه پوست بر استخوان کپرها
چرا همه چیز ای زن در تو به تو میرسد؟
مثل اناری سرخ بر گونه هایت
یا عطر آن بادام‌های تلخ کوهی بر موهایت
در سینه آفتاب به تو می‌رسد
در آن ترکهای دردناک سرسینه هایت
ولبهای خونینت
و رنجهای شمرده شده زیر گامهای شترهای رمیده، مرده
آنجا که می‌روید از زخمی کهنه بر آواره‌گی‌ات
لالایی تو را که ترجمه می‌کند؟
دردهایت را که ترجمه می‌کند
صدای سازت را کجا در جیبت پناه میدهی
.پناهنده متروک بی‌سینه؟
!ما سینه‌هایمان را در تن سالهای سوزن‌دوزی حمل می‌کنیم خانم
.چقدر این خستگی‌های کوچ شمرده شمرده خشک و پیر می‌شوند
این نفس‌ها روزت را میگیرند
آفتاب ات را میگیرند
شب ات را میگیرند
.لالایی ات را میگیرند حتی
.زن لالایی بخوان برای این بیابان کودک شده ات
زده است به سیم آخر ساز رودخانه
رودخانه گاوها را بلعیده
شترها را بلعیده
ما را
کپرهای پراکنده را
و سوزن دوزیهایت
.لحاف هامون شد در آن باد ۱۲۰ روزه
.لالایی ات داستان بلمها شده بر دوش لاشه ماهی‌هایی که از هامون میکوچند
تو که می‌روی باران قطره قطره
شبیه خون خشک روی گونه ات
.در رگهایم تبعید می‌شود

Perché questo fiume dei giorni lontani scorre in te così triste?
Il bambino aggrappato ai tuoi seni, aridi.
Quell’otre, pelle e ossa, nell’ombra delle capanne.
O donna! Perché tutto confluisce in te?
Come una melagrana vermiglia sulle tue guance
o il profumo delle mandorle amare di montagna
sui tuoi capelli, nel petto, il raggio del sole ti raggiunge.
In quelle dolorose crepe sui tuoi capezzoli
e sulle tue labbra insanguinate,
le sofferenze, contate, sotto i passi dei cammelli soggiogati, morti.
Germoglia da una vecchia ferita il tuo smarrimento.
Chi recita la tua ninna nanna? Chi i tuoi dolori?
Dove proteggi il suono dello strumento che nascondevi in tasca
o profugo abbandonato, svuotato come un fantasma senz’anima?
Portiamo la nostra essenza nel corpo tessuto da anni di ricamo, Signora!
Queste fatiche chiede la fuga, che lentamente spengono e inaridiscono.
Questi respiri prendono la tua luce,
il tuo sole
la tua notte
Catturano persino la tua ninna nanna.
Canta una ninna nanna
per questo deserto che è diventato un bambino per te.
Ha toccato l’ultima corda il fiume.
Il fiume ha ingoiato il bestiame
i cammelli
noi stessi
le capanne sparse
ed anche il tuo ricamo
è diventato la coperta della Hâmun nel vento dei centoventi giorni .
La tua ninna nanna è diventata la storia delle Balam
sui cadaveri dei pesci che migrano da Hâmun.
E quando te ne vai, la pioggia – goccia a goccia
come sangue secco sulla tua guancia
è esiliata nelle mie vene.

(traduzione dell’autrice)

*

MINA ASSADI

Bombardment

The child could not
drink the rest of his tea, could not
put his tiny shoes on, could not
place his homework in the schoolbag, could not
re-live his playful summer days, could not
grow up to be a teenager, abruptly
a flash lit the early morning sky
a massive noise put a stop on time
on life.

Now, tiny shoes
by the doorway, hanging
tea cup, overturned
schoolbag, tattered
homework, all testify
only minutes before this deadly
silence, the passion of life
shined over this rubble.

 

Bombardamento

Il bambino non ha potuto
bere il resto del tè,
non è riuscito
a infilarsi le scarpine,
non ce l’ha fatta
a mettere i compiti nella cartella,
non ha potuto rivivere i suoi
giorni di giochi estivi, non è potuto
crescere fino a diventare un adolescente,
improvvisamente
un lampo illuminò il cielo del primo mattino
un rumore enorme fermò il tempo
la vita.

Ora, piccole scarpe
accanto alla porta, appesa
una tazza di tè, rovesciata
la cartella, i compiti
a brandelli, tutto testimonia che solo
pochi minuti prima di questo silenzio
mortale, la passione per la vita
brillava su queste macerie.

(traduzione di Pina Piccolo)

 

Dalla prefazione di Rossella Renzi e Claudia Valsania

Questo progetto, che si concretizza in un E book e successivamente in un libro cartaceo uscito per la Casa Editrice Argolibri nel 2025, nasce dalla necessità che abbiamo avvertito, ascoltando le storie, leggendo le poesie e dialogando con chi le ha scritte, di promuovere la libertà di espressione, di parola e di fare arte, partendo dai versi di poetesse e poeti iraniani.
Le otto voci presenti in questa raccolta, eterogenee nello stile e nei contenuti, sono di autrici e autori che provengono da luoghi e contesti diversi dal proprio paese di origine, l’Iran, che hanno scelto o sono stati costretti all’esilio a causa di situazioni inaccettabili per chi lavora nel mondo dell’arte, o semplicemente per chi desidera vivere nel rispetto della dignità e dei diritti umani.
La poesia è intrinsecamente parte della cultura persiana, è tramandata, letta, recitata, presente nella vita delle persone sin dall’infanzia: dalle conversazioni alle letture in famiglia, dagli scambi nei luoghi della cultura ai pellegrinaggi presso i mausolei dei poeti. È un modo di stare nel mondo, un agire politico che con questi testi diventa gesto di ribellione. Il sistema in vigore oggi in Iran non permette la libera espressione e circolazione delle idee, delle parole, delle poesie: le istituzioni culturali e politiche hanno attivato un controllo sistematico che si articola in diversi modi e si protrae nel tempo. La censura non opera solo nei confronti delle parole, dei testi, delle pubblicazioni e divulgazioni nel mondo editoriale; essa agisce anche sulla persona, con la privazione della libertà e nei casi più gravi, dello stesso diritto alla vita. Diversi scrittori e scrittrici hanno perso la libertà o la vita a causa dell’inchiostro che ha dato forma al loro pensiero. L’imposizione del silenzio, per certe menti audaci e illuminanti, giunge nei modi più violenti e inaspettati, anche oggi nel XXI secolo.
Sia manifesta la tua voce. Forme di resistenza nella poesia persiana è il titolo che abbiamo scelto per questo progetto, nella convinzione che uno dei compiti fondamentali della poesia sia quello di raccontare il nostro tempo nelle sue molteplici sfumature, dalle più luminose alle più tetre e meno note. E ancora nella convinzione che il dialogo e il dibattito sulla traduzione siano azioni necessarie a nutrire l’impegno civile della poesia e la sua diffusione; anche attraverso il delicato passaggio tra più lingue e culture che caratterizza la produzione delle voci della diaspora. Come accade in questo volume, che propone la traduzione dei testi in italiano, dall’originale versione in persiano o da quella intermedia in inglese, coinvolgendo il lavoro di più esperti nelle varie lingue. In questa fase è stato fondamentale l’apporto di Pina Piccolo sia nella ricerca dei testi, che hanno una maggiore reperibilità nelle traduzioni rivolte al mondo anglofono, sia come traduttrice dall’inglese per numerose poesie.
Si pongono, con questo lavoro, problematiche diverse e di difficile trattazione: intendiamo quindi gettare una scintilla per illuminare questioni che riteniamo imminenti, e lo facciamo con i versi, messaggeri di una tradizione poetica millenaria, piena di fascino, di suggestioni e di misteri. Affinché la poesia, quella persiana in questo caso, sia solido baluardo di resistenza contro ogni forma di oppressione.

Dalla postfazione di Aria Fani

Questa raccolta è rappresentativa della pluralità di voci, forme e stili letterari, in particolare di due generazioni di poeti (in gran parte poetesse) che hanno plasmato la poesia persiana dopo Farrokhzad, la poetessa la cui eredità monumentale segna uno spartiacque in base al quale si attua una classificazione pre e post nella storia della poesia persiana moderna. L’impianto critico del volume è arricchito da note biografiche fornite per ciascun autore solo in fondo al volume, invertendo così la tendenza problematica che, in Occidente, per le opere letterarie provenienti dal Medioriente, mette in primo piano la biografia dell’autore come modalità di lettura. Degna di nota è anche l’assoluta diversità tematica delle poesie – alcune dal forte sapore politico e che parlano con forza agli eventi contemporanei mentre altre evocano un linguaggio emotivo, in un certo senso avulso da luogo, società e politica; tutte insieme rappresentano una vasta gamma di ri-creazioni poetiche di mondi. La lingua italiana, grazie agli sforzi di questo gruppo di traduttori, continua a essere una tradizione lunga e ospitale per la poesia persiana.