Cao Shui, a cura di Lamberto Garzia
Disseminiamo nel mondo Amore
l'oceano e la luna
(Alessandro Prevosto Editore,
2025)
Credo che questo libro di Cao Shui, affermato e premiato poeta cinese nato nel 1982, autore di un Manifesto della Grande Poesia, provocherà un benefico shock ai lettori italiani di poesia e alla poesia italiana stessa. La potenza epica, visionaria, mitizzante di questo autore è smisurata. Un bestiario magico è nelle pieghe del libro: vi appaiono cavalli, leopardi, leoni, anche nella variante di un leone alato, dragoni, tigri, farfalle: farfalle di Eurasia, “ambasciatrici della nostra essenza”, caleidoscopio di anime che spiccando il volo diffondono bellezza “in ogni angolo d’Asia e d’Europa”. Il mito di Eurasia è nel cuore di questo poema profetico. Che meticcia passato e presente, Oriente e Occidente, misticismo e realtà in un tentativo supremo di affratellamento attraverso la poesia delle maggiori civiltà del pianeta.
dalla prefazione di Giuseppe Conte
Pastorale tibetana
Canto del Drago (Yin e Yang)
Nelle viscere dell’Eurasia, dragoni velenosi
alleviamo,
Draghi che nelle profondità del lago Qinghai
dimorano.
Nell’isola, al centro del lago, le tende piantiamo.
I dragoni spiccano il volo all’alba e al tramonto
ritornano:
sull’altopiano tibetano, ingrassando, si
fortificano.
Il seme dei nostri dragoni ha origine nel cielo,
da quel cielo oscuro e carico di nuvole grevi e
lampi.
Li nutriamo con canti potenti,
e prosperano al suono di melodie pastorali.
Siamo i reietti della civiltà,
troppo pieni di vigore.
Un giorno i dragoni velenosi libereremo:
generatori di nove figli ciascuno,
in ogni dove sarà la propagazione…
Sarà la nuova alba dei dragoni velenosi.
La valle della tigre
Canto della tigre (Yin e Yang)
Una gigantesca tigre crolla nella valle dorata,
spaccandosi il petto a metà.
Il suo ventre è vuoto, un immenso vuoto.
Lo trasformiamo in un fertile letto di terra.
Spalancato verso il cielo, mai più si richiuderà.
La tigre caduta non rimpiangerà la foresta.
Un fiume -azzurro scorre ora nel suo ventre,
e la valle dorata si trasforma in un campo di
grano.
Né il vento d’oriente né quello d’occidente
possono entrare, questa è la silenziosa valle della
tigre.
La pioggia cade dal cielo,
scivolando sulle costole del felino caduto.
La nostra valle risplende ora d’oro.
Neve Sangue
Canto della neve (Yin e Yang)
La neve rossa cade su tutto il terreno,
il mondo è coperto di ghiaccio.
Siamo così tristi da desiderare la morte.
Piango da solo nel mio cortile,
uccelli senza cibo si fermano sulla neve e mi
guardano.
Non abbiamo nessun rifugio da questo sangue e
da questa neve.
Urlo nella neve rossa, non potrò mai più
raggiungere il mare.
Sono solo nel sangue e nella neve, al centro
dell’Eurasia.
Sole, ti imploro, svegliami (Yin)
Canzone del Sole (Yin e Yang)
L’alba tinge l’oriente,
ma la morte non scompare.
Ogni traccia di violenza è cancellata
– armi e corpi dilaniati sotterrati.
il male, mimetizzato, nell’attesa di un bersaglio.
Il sole ci scalda il volto
ma il terrore ci perseguita.
Chi fa il male vive in gloria,
chi fa il bene muore in povertà.
Sotto il sole nemmeno la morte si concede
e concede pace.
Il sole tramonta a occidente
il macellaio verso la sua vittima
Il male incombe sul buono
Ci inoltriamo tutti nell’oscurità.
Da tempo speriamo in una qualche rinnovata forma di epica per scuotere il nostro senso di appartenenza, per opporre all’aridità dell’individualismo la forza di un fare poetico teso alla bellezza della comunanza, ed eccoci dinanzi a tali germogli disseminati tra i versi di Cao Shui, poeta cinese contemporaneo dedito al viaggio – reale e mitologico – nei territori dell’Eurasia. Un bestiario visionario funge da collante tra Oriente e Occidente: draghi, leopardi, tigri, leoni ci accompagnano in uno spazio sospeso, vagando fra le nostre comuni, incantate, fondamenta. Contemplazione e meditazione si sposano con una scrittura che dall’immaginifico sa planare sulle ferite della realtà, spingendo il lettore a riprendere la tessitura di un discorso frantumato dai moti (tanto omologanti, quanto separatisti) della globalizzazione. L’autore riparte da un canto dell’origine superando i limiti parcellizzanti del tempo e dello spazio, stabilendo già dal titolo uno scopo tutt’altro che semplice: “Disseminiamo nel mondo Amore”, limpida impresa che necessita di una prima persona plurale per essere iniziata, perché solo un’azione collettiva potrebbe guidarci fuori dall’attuale palude di tristezza e solitudine, sostenendoci nell’attraversamento delle terre buie della contemporaneità, fino a condurci oltre l’illusione dell’io all’oro che attende al di là di ogni confine/divisione.
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We have long hoped for some renewed form of epic to shake up our sense of belonging, to oppose the drought of individualism with the power of a poetry aiming at the beauty of community, and here we are faced with such seeds scattered throughout the verses of Cao Shui, a contemporary Chinese poet devoted to travel – both real and mythological – through the territories of Eurasia. A visionary bestiary acts as a glue between East and West: dragons, leopards, tigers, and lions accompany us in a suspended zone, wandering among our common, enchanted foundations. Contemplation and meditation are combined with a writing that glides from the imaginative to the wounds of reality, prompting the reader to resume the weaving of a discourse fragmented by the (both homogenizing and separatist) actions of globalization. The author starts from a song of origin, overcoming the fragmenting limits of time and space, establishing from the title a goal that is anything but simple: “Let us spread Love throughout the world,” a clear undertaking that requires a first-person plural to be initiated, because only a collective action could guide us out of the current swamp of sadness and loneliness, sustaining us as we cross the dark lands of contemporary life and leading us beyond the illusion of the self to the gold that awaits beyond any border and division.

Cao Shui 曹 谁, è uno degli autori più rappresentativi della letteratura cinese contemporanea e fondatore del Movimento della Poesia d’Eccellenza, con cui unisce sacro e profano, Oriente e Occidente. Nel 2008 ha lasciato il giornale per cui lavorava per viaggiare in Tibet e nello Xinjiang, territori che considera il cuore dell’Eurasia. Da queste esperienze nascono opere come la trilogia Il segreto del cielo ed Epopea dell’Eurasia, in cui esplora l’evoluzione della civiltà umana.
Lamberto Garzia, è nato a Sanremo nel 1965. Ha pubblicato quattro libri di poesie La chanson de Lambert, prefazione di Giuseppe Conte, Leda, prefazione di Claudio Damiani, SHLAI E AI, postfazione di Milo De Angelis e nel 2025 è uscito Autoritratto con rosa gialla – poesie 1989/2019. Sue opere sonono state tradotte in Giappone, Cina, Stati Uniti, Taiwan, Nepal, Francia. Nel giugno 2024 ha preso parte alla Fiera del Libro di Pechino. Più che trentennale è la sua attività di operatore culturale.
